si sta come d’autunno sugli alberi le foglie… e tutto rimane sempre appeso ad un filo che non si vede ma c’è.
parlo parlo parlo. per delle ore. con valentina. e lei mi sembra così adulta e centrata. così “sul pezzo”. e la guardo nella sua maturità bellissima. la invidio e cerco un modo per dire “anch’io, anch’io”…
lei ride, fuma, beve, ride ancora e racconta ogni dettaglio. e io la osservo, osservo quel suo gesto dolce con cui si accarezza gli occhiali per appoggiarli un po’ più in sù, sullo zigomo. i suoi occhiali fini.
poi passeggiamo pensando che abbiamo quasi deciso di essere grandi. che abbiamo quasi capito come si fa. e che non possiamo più tornare indietro, accettare quello che accettavamo prima. passeggiamo sapendo che dobbiamo scegliere.
ci salutiamo.
io, in strada, guardo all’insù. sul bancone un’ombra alla finestra della mia camera.
lui.